giovedì 6 novembre 2008

Considerazioni e polemiche Post Lucca

Ciao a Tutti!

Ed eccoci qui, dopo la faticosa Lucca 2008.

Per prima cosa desidero ringraziare tutte le persone e gli amici che hanno trovato il tempo per venire a trovarci (noi ragazze dell' EdenStudio, intendo) ai vari stand.
Siete sempre straordinariamente affettuosi!
Rendete le giornate meno faticose!
^___-

Un grazie anche a tutti i colleghi, amici che purtroppo riusciamo ad incontrare soltanto in questi frangenti, a causa della distanza e degli impegni lavorativi.
No faccio un elenco perchè sono sicura che dimenticherei sicuramente qualcuno e non voglio assolutamente!
*.*

Un altro saluto speciale alle mie sorelle Puscie che sono venute a farci compagnia domenica allo stand!
Tutte talentuose e bellissime!
Siamo proprio una grande squadra, ragazze!
E che belle le nostre magliette!
Mi farò una bella foto con la mia addosso da mettere nel blog!!!
;-)
Happy!

Ma veniamo all'aspetto meno piacevole della fiera: gli editor.

Definirmi delusa è dir poco (è già tanto, venerdì ero FURENTE).
Venerdì l'ho perso tutto lì, senza alcuno scopo.
Molti di coloro che dovevano fare i colloqui si sono presentati con ***ore*** di ritardo.
Altri non si sono presentati affatto.
Altri hanno accettato di parlare con pochissimi (da 1 a 3 persone), e fin qui va bene, annunciandolo però sempre con parecchio ritardo rispetto a quanto previsto.
E intanto noi aspettavamo, come dei deficienti, in una saletta senza nemmeno una sedia.
Spesso ci buttavano fuori e vi ricordo che venerdì pioveva a dirotto.
Che dire... umiliante?
Si, è esattamente la parola giusta: UMILIANTE.

E tenete conto che attorno a me ho visto parecchi colleghi che cercavano altri sbocchi.
Non ragazzini esordienti provenienti dalle scuole di fumetto, ma professionisti già all'attivo da diversi anni su diverse testate.
Senza nemmeno una sedia su cui appoggiare la borsa o il cappotto.
Io, con la gonna (in fondo stiamo parlando di un colloquio di lavoro, è assolutamente doveroso vestire in modo degno, non credete?), avrei dovuto sedermi per terra al gelo?

Dei 6 proposal che avevo preparato sono riuscita a passare ad appena due dei colloqui.
La mia euforia iniziale si è spenta in fretta dopo i primi complimenti e la frase: "ma tanto al momento non cerchiamo, mi dispiace".
Ma allora perchè cavolo fai i colloqui???
Perchè cavolo mi hai fatto aspettare per ore in condizioni indecenti???
Perchè cavolo hai dato l'elenco preciso del materiale che "cercavi" per il sito di Lucca alla sezione editor???

Mi sarei seppellita, ve lo giuro.
Ma cosa si può fare di fronte a situazioni simili?
Ho cercato di far comunque leva sulle possibilità del mio studio, nella speranza di restare impressa.
In fondo pubblichiamo insieme da 5 anni, siamo in grado di gestire una serie praticamente da sole... abbiamo entusiasmo e tantissima voglia di fare: possibile non riuscire ad emergere?

Da questa Lucca mi sono portata a casa un bel bagaglio di amarezza formato famiglia.

E mentre chiudo questo articolo vi lascio con delle domande a cui vorrei davvero sentire risposta:

Ma se non c'è lavoro nemmeno per noi professionisti, perchè continuano a crescere e nascere scuole di fumetto?
Che prospettive ci sono per questi giovani?
Quanti sono i fumettisti che INVECE di lavorare insegnano perchè non trovano cosa fare o perchè sottopagati?

Io, da parte mia, sconsiglierei a chiunque di intraprendere questa strada.
Io non posso vivere serena senza arte.
Non riducetevi così.

26 commenti:

Francesca Da Sacco ha detto...

Inutile dire che le ultime due fiere di Lucca mi hanno deluso proprio per la questione editor.

Comunque si tratta di far vedere il proprio lavoro nella speranza di aprirsi una nuova strada, di trovare altri sbocchi.
Non dico una certezza, ma una speranza.
Invece, poi scopri che "sei bravo, ma non stiamo cercando".

Forse è solo una manovra pubblicitaria per far vedere che ci sono editor che proprio in quell'occasione cercano nuovi talenti.

Noi viviamo di sogni (le nostre storie) e speranze (riuscire a guadagnare abbastanza per poter dire che fare fumetto è un lavoro e non un hobby o un part time), ma da Lucca si torna con amarezza e con l'ostinata certezza che non possiamo smettere di lottare per ogni passo che facciamo.

Per fortuna in gruppo riusciamo a trovare il coraggio e la forza per andare avanti e per credere ancora in quello che facciamo.

Anonimo ha detto...

Ma infatti, cara Manuela, le scuole di fumetto servono quasi esclusivamente ai docenti, che hanno un guadagno magari non principesco ma costante.

Fai un piccolo calcolo: quante scuole di fumetto ci sono in Italia? Quanti corsi fanno? Per quanti anni? E quanti allievi li frequentano?

Poi conta le case editrici in Italia: cioè, conta quelle che pagano. I conti NON tornano. E' impossibile che tutti gli studenti delle scuole di fumetto lavorino come fumettisti.

Forse è perfino impossibile che POCHI di quegli studenti lavorino come fumettisti.

E' una situazione sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vuole vedere...

Ivorytower

Hytok ha detto...

Scusa la domanda sdrammatizzatrice, ma... i pantaloni sono mica un indumento indegno? :-))

Manuela Soriani ha detto...

@ Francesca: grazie per essere passata!
Grazie anche per lo sfogo sincero.

E' giustissimo essere sorridenti e disponibili (cavoli, questo lavoro ci piace da impazzire, è giusto dimostrarlo a chi ci circonda), ma è anche giusto tirare fuori il coraggio di dire quando le cose non vanno.

@ Ivorytower:
Beh, è consolante vedere che ci sono altre persone che si pongono queste stesse domande.
Quello che davvero mi fa star mele (che ci volete fare, emotività...) è il sapere che questi studenti non hanno prospettive e pagano quattrini per imparare un mestiere che NON riusciranno a fare.

E non accetto considerazioni vuote del tipo "una scuola è una scuola, fa sempre bene..."
Cavoli... uno non intraprende un corso che dura tot anni ed occupa tot ore al giorno solo per svago!

Ecchecccavolo!
>.<

Ah, dimenticavo e grazie per la visita e la solidarietà!!!
*.*


@ Hytok:

StraLOL!
Questa battuta ci voleva decisamente!!!

No, figurati.. i pantaloni non hanno nulla di indegno.
>.<
E' a me che piacciono tantissimo le gonne!
o^__-o
Che ci vuoi fare... ognuna ha i suoi piccoli vizi a cui non riesce a rinunciare (nemmeno a Lucca, in novembre e con la pioggia!).
Ma questa volta la mia gonna portafortuna non si è rivelata molto utile, non credi?
@_@
MAH!

Hytok ha detto...

Non ti conosco ma si percepisce che sei una donna di spirito, non ti abbattere, dai il tuo meglio e vedrai che ce la farai, è un augurio sincero! ^____^

Ho dato un'occhiata al tuo portfolio, e devo dire niente male! Se penso a chi pubblica su certe testate... non ti trovo affatto da meno. In bocca al lupo.

Patrijoska Pusciastova - Patty Comix ha detto...

Cara Manuela, da parte mia non posso darti che ragione al cento per cento.

Ho avuto anche io in passato grandi delusioni da editori che dovrebbero essere professionisti seri e invece si comportano come dei in terra, trattando come stracci i disegnatori.

Ne ho concluso:
uno-che mi sono preclusa una carriera come fumettista perchè sono stata bruciata da queste persone idiote.

due-che queste persone, non avendo doti artistiche, cercano di sopprimere quelle altrui per una sorta di atavica invidia.

Dunque trattano male gli artisti perchè solo così si sentono potenti.

Ma a che pro?!

Se qua in Italia questi furboni vanno avanti, è perchè non esiste una politica che difenda i cervelli e i talenti. Ma senza la risorsa umana, l'Italia è destinata al declino.

Anzi, lo è già.

In Francia i disegnatori sono rispettati e trattati non dico come star, ma con grande affetto e riconoscenza per le cose belle che portano al mondo.

L'arte è bellezza, e la bellezza ci salva dalle brutture del mondo, ci innalza a esseri umani, ci porta verso il divino.

Gli artisti sono la linfa della società: pensa a quante cose nascono dalla mente degli artisti...dai vestiti alle auto, dalle case ai semplici volantini.

Una società sana di mente dovrebbe valorizzare queste persone, non perseguirle come degli stregoni o dei perdigiorno :(

Ribelliamoci a questo, facciamo della Pusciastova un gruppo unito anche contro queste persone.
In tante, non potranno proprio osare trattarci male.

Anzi, ad averlo saputo prima, avremmo proprio fatto scudo e una bella protesta non gliela levava nessuno.

Propongo di scrivere a Lucca Comics
e farlo presente agli organizzatori.

un bacio grande, cara Manu, e non te preoccupe, è una ruota che gira: prima o poi toccherà a loro esser trattati male.

kissss!!!
Patta

Les Chats Noirs ha detto...

Ciau Manuela,
anche noi abbiamo fatto un colloquio, con la Panini precisamente, e ci hanno detto che in realtà loro non potevano permettersi di sbilanciarsi più di tanto. Ci han fatto i complimenti, ma ci han detto subito che non cercavano nuove testate.
Poi però mi sono intestardita, gli ho mostrato un progetto e alla fine si sono interessati. Il giorno stesso ci hanno presentato Andrea Rivi e con lui abbiamo parlato del progetto. Ci ha promesso di risponderci entro una settimana. Ci credo poco, anzi, quasi per nulla, ma è già qualcosa. So che l'organizzazione di Lucca, gli editor, il mondo in generale fa veramente schifo, ma ho notato dalla mia piccola esperienza da fumettista che per emergere dobbiamo imporci, essere furbi, ovviamente senza mettere i piedi in testa a nessuno. Non demordere, il nostro è il mestiere più bello del mondo. Anche se è precario, e tutto sembra sempre più difficile, ma è il nostro sogno e dobbiamo difenderlo.
Voi siete professioniste e credete in ciò che fate. Non dovete aver paura di niente :)

Un bacione,
Chat F.

Capitan Ambù ha detto...

Discussione interessante ma non comprendo ilproblema dei corsi di fumetto.
Io in passato ho fatto un corso da architetto d'Interni e ho fatto scenografia ma ora non faccio ne l'arredatore ne lo scenografo, ma posso sempre farlo.
La paura della concorrenza non risolve la carenza di professionalità che c'è nel mondo del fumetto, secondo me le scuole potrebbero aiutare a far capire meglio alle nuove leve le difficcoltà del lavoro.
Riguardo agli editor concordo, è chiaro che è solo pubblicità infatti la prossima Lucca non mi presento di sicuro e se facessero tutti così forse la capirebbero, tant'è che sto organizzando il viaggio in Francia e in futuro negli States.
Il problema è italiano il fumetto è solo un risvolto.
Io non sconsiglierei ad un giovane motivato e bravo di non fare fumetti ma lo indirizzerei per riuscire a farlo con dignità.
Manuela gli stessi problemi che hai tu nel fumetto li hanno anche tante altre categorie lavorative, penso che chiunque affronti la decisione di far fumetti parta con le tue stesse motivazioni e la scuola se è fatta bene può far crescere la qualità del fumetto italiano, magari averle potute frequentare.

Moerandia ha detto...

Salve; ho letto questo post ed anche quello del 24ottobre ... purtroppo quest'anno il mio viaggio a Lucca è saltato all'ultimo momento e non ho potuto vedere la manifestazione, comunque leggendo il resoconto di queste brutte giornate lucchesi, in cui ti trattano come se chiedessi la carità, viene in mente quando si prova a proporre qualche striscia o vignetta ai quotidiani locali: al minimo ti rimandano ad un direttore talmente irraggiungibile da far dubitare della sua stessa esistenza. Si è solo dei questuanti fastidiosi, anzi, il loro primo pensiero, mi dicono, è "Ma chi cavolo è questo?". Ma vedo che anche quando l'editore è specializzato nel settore si rischia il peggio.
Riguardo alle scuole di fumetto, io ho avuto un modo di seguire un corso anni fa, e quando veniva un ospite in genere non portava un granchè come bagaglio di conoscenze, dava una occhiata ai lavori dei presenti ... sembrava quasi che per imparare a disegnare bisognasse avere già imparato a disegnare, ossia: sembrava quasi che corsi come quello servissero più che altro alle case editrici per vedere se c'era in giro qualcuno già superdisegnidotato di suo per fare da supporto in qualche bonellide, e gli altri tanti saluti.
Comunque, come detto di recente in una discussione su it.arti.fumetti, in Italia non si campa facendo fumetti; molti come il sottoscritto hanno il loro bloghettino, al limite ci scappa una autoproduzioncina ...
Complimenti per i disegni, anche se forse (scusa la minicritica) bisognerebbe cercare uno stile un pò meno debitore delle ultime tendenze USA, magari cercare di differenziare maggiormente i volti ... comunque molto brava.
Saluti.
G.Moeri

Manuela Soriani ha detto...

@ Hytok: grazie.
^__^

Dei miei lavori attuali non mi posso certo lamentare, anzi!
Sono molto fiera dei progetti che sto portando avanti.

Ma cercare altri sbocchi ed altri modi di espressione è veramente doveroso in questo settore, soprattutto per non fossilizzarsi!
;-))))


@ Patty:
Ciao Mamma-Sorella Patty!
Grazie per avermi portato la tua esperienza.Per prima cosa lascia che ti dica che mi addolora che tu abbia abbandonato una strada stupenda come il mondo del fumetto.
Ci sono poche forme d'arte che permettono di "raccontare" con tanta efficienza.

Che peccato.
Per quanto riguarda gli editor, si tratta solo di ricominciare a raccogliere le forze per affrontarli di nuovo alla prossima fiera, sperando che STAVOLTA ci sia una reale ed effettiva intenzione di creare un "ponte".
Non demordere è la forza del mio studio.

Dovrebbe anche essere la forza di noi sorelle, per riuscire a tenerci a galla a vicenda di fronte alle delusioni del settore.

Grazie di nuovo per tutto!

@Les Chats Noirs :
Ciao Micina!
Eh... ma quanto ti capisco non ne hai un'idea!
;___;
Almeno siete riusciti a farvi prendere in seria considerazione.
E non è poco.

Mi fa tristezza il dover pensare che per ottenere qualcosa sia sempre necessario pestare i piedi.
E non pensare che non l'abbia fatto nei 2 miseri colloqui che ho fatto.
>.<
Ho pestato i piedi sia per me che per le mie Edensocie!

Almeno il mio nome verrà associato a quello di una rompiballe, se non a quello di un'artista promettente!
@_@

In bocca al lupo per il progetto, micini!

@ Capitan Ambù:
Ciao Fabiano!
Spero che tu stia meglio... so che avevi lasciato la fiera con l'influenza.

Quando parlavo delle scuole di fumetto, non parlavo per paura della concorrenza, visto che al momento è una paura che non ho, per mia fortuna...
Dicevo che mi fa tristezza pensare a tutti questi ragazzi che spendono soldi e risorse per impegnarsi a imparare un lavoro che probabilmente non faranno.
E me ne dispiace.
Tutto qui.

Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che una scuola è un ambiente di crescita, ma mi chiedo soltanto se hanno una vaga idea di come funzioni nel settore in Italia, tutto qui.

Anche io ho frequentato un corso serale di pittura ad olio eppure non faccio la pittrice...
Era per svago e crescita personale.
Ma parliamo di 4 ore la settimana non di impegni giornalieri per mesi con esami ammessi...
O.o
Mah!

@ Moerandia:
Ciao!
Diciamo che questa Lucca 2008 a me personalmente non ha fatto una buona impressione.
Per tutti i motivi di cui ho parlato.

Mi spiace anche di leggere di questa tua esperienza negativa con gli autori.
Moltissimi degli artisti italiani che ho conosciuto (scrittori e disegnatori) sono persone stupende, gentili e modeste.
Sempre disposti a guardarti il materiale e darti consigli.

Grazie anche per i complimenti sui disegni.
Raramente mi dicono che ho influenze USA!
^__^
Di solito mi definiscono più vicina ai manga!
Per cui prendo tutto il bagaglio che mi hai scritto come un gigante complimento!!
Happy!
;-)))

Kat - Katarzyna Pusciastova ha detto...

Manu cara... sei una persona dolcissima e per questo ci sei rimasta male. Ci sarei rimasta malissimo pure io se avessi portato un progetto. Purtroppo con gli editori ci si sente sempre come pesciolini davanti a degli squali famelici, i quali son convinti di essere solo dalla parte della ragione... Che ti posso dire oltre a stai su? Che anche se non ho fatto scuole di fumetto e non ho esperienza IO non mollo e voglio sfondare: TU che sei di gran lunga più brava di me non mollare, tieni duro e vedrai che saremo er mejo!!! ^_^
baci
Katta

maurizio battista ha detto...

Aggiungo i miei 2 cents alla discussione.
Premetto che sono in tantino amareggiato, sia per la chiusura di Jonathan, che per le recenti polemiche sul forum. E leggere quanto è successo a Lucca, non migliora il mio umore.
Sulla scuola di fumetto, il mio punto di vista è a metà strada tra quello di Manuela e quello di Capitan Ambù. Le scuole servono sempre. Per crescere, per conoscere gente, per confrontarsi. Poi è chiaro, se uno ha la fortuna di frequentare lo studio di un professionista è anche meglio.
Però ha anche ragione Manuela. Oggi è un momento particolarmente difficile per il fumetto italiano.
Moltissimi studenti rischiano, al termine del loro percorso formativo, di restare decisamente delusi.
Infine sugli editor a Lucca, da quello che ho letto c'è da evitarli come la peste. Meglio viaggiare, o anche solo sfruttare il web piuttosto che perdere tempo.
In ogni caso non ti abbattere.
Stai andando alla grande e prima o poi raggiungerai tutti gli obbiettivi prefissati.
Sgombra la mente dalla negatività e concentrati sulle tavole di Rourke. ;-)

Il Capitano ha detto...

... ma dai Manu che al mio stand ti sei comunque divertita (almeno spero!)... tra poco posterò sul blog le foto che non ho ancora avuto il tempo di scaricare ^_^".
Comunque ti capisco al 100%... la vita del fumettista è davvero dura e tutte queste cose ti fanno veramente inca***re. Dalla mia esperienza penso che se si incominci a recuperare un po' di rispetto per la dignità e la professionelità della persona non sarebbe male e, magari, sarebbe opportuno che qulacuno incominciasse a camminare ad un qualche metro più in basso...
Fai bene a non demordere perchè sei brava e altamente professionale, come tutto l'Eden Studio, con cui sono orgogliosissimo di collaborare!

Capitan Ambù ha detto...

Tornando alle scuole, meditando sul fatto che al mondo non esiste solo il fumetto, vediamo che la crisi tocca tutti i settori.
Lo stesso discorso valido per i giovani fumettisti lo si può fare su tutte le categorie, per esempio gli architetti, gli ingegneri, gli avvocati o i medici e si può ancora continuare.
Per quanto mi riguarda prima di pensare all'impossibilità per i giovani di lavorare al fumetto bisognerebbe discutere sulla meritocrazia di questo ambiente.
Io vedo giovani sempre più bravi e preparati e professionisti meno validi a volte obsoleti.
La stessa motivazione che spinge te Manuela è la stessa di molti giovani, sarà il tempo a decidere chi riuscirà a diventare un professionista e chi no.
Io la scuola di fumetto la consiglio, come consiglio di frequentare l'Accademia di Belle Arti o il Dams, tutto quello che è conoscenza accresce le nostre capacità e ci da una marcia in più nella vita.

Il Capitano ha detto...

@Capitan Ambu: sono d'accordo con te, ma ciò non toglie che, a mio avviso:
a- esistono troppe scuole del fumetto (che, tra l'altro continuano ad aumentare) e alcune davvero onerose (a conti fatti possono costare quanto un cosro universitario in Cattolica)
b- spesso i docenti non sono preparati come si deve
c- i posti di lavoro sono davvero troppo pochi (se non addirittura inesistenti) ed il mondo del fumetto è vecchio e chiuso in se stesso, come d'altra parte quasi tutti i settori in Italia.
A volte mi sembra davvero che tutte queste scuole e corsi di fumetto servano a dare lavoro e fumettisti falliti e a mangiare un sacco di soldi illudendo poveri ragazzi pieni di entusiasmo...

Capitan Ambù ha detto...

Io tutto questo sistema negativo non lo vedo. Esiste anche in tutti gli altri campi lo stesso problema di cui parli.
Ti faccio l'esempio della scuola di caselli a Roma che tutto fuorchè fallito, oppure quella di Mialno che ha sfornato numerosi buoni autori. Io stesso ho mostrato i miei lavori ad un direttore di una scuola di fumetto che mi ha messo in contatto con delle case editrici, senza forzare la mia iscrizione, quindi senza chiedere nulla in cambio.
quello che ti sembra secondo me è il risultato di una tua idea della scuola.
Persino all'Accademia di Belle Arti di Bologna c'è un corso di fumetto.
Ma frequentare un corso non significa per forza lavorare in quel campo.
Continuo a non capire la paura verso le scuole, mettiamo il caso che siano troppe, se fosse vero chiuderebbero in mancanza di studenti. E se realmente il mercato fosse saturo, e forse in questo posso darti ragione, perchè deve privarsi di nuovi talenti che con la scuola abbrevierebbero i tempi?

GiuliA-Giulijovska Pusciastova ha detto...

come hai ragione Manu...
mi sa che l'anno prossimo toccherà anche a me sta tortura...
speriamo che si comportino meglio!
non ce lo meritiamo dawero, ogni volta sembra che andiamo lì ad elemosinare...
che tristezza U_U

GiuliA ^,^

Manuela Soriani ha detto...

@ Kat:
Ciao Tesoro!
Anche io non ho fatto scuole del fumetto, per cui non devi sentirti inferiore ad altri per questo, tranquilla!
Grazie anche per i complimenti!
BLUSH!
*.*
Voi sorelline siete davvero stupende!


@ Maurizio:

LA chiusura di Jonathan è stato un grande dolore anche per me.
E' la testata in cui sono nata come autrice professionista e ci sono legata con il cuore.
Metterò tutte le mie energie in Rourke!
Il vantaggio di lavorare in una mini è la possibilità di affrontare una parte di pubblico diversa.
Sto provando nuove tecniche di inchiostrazione, che mostrerò a breve (qualche gg!), in un post totalmente dedicato.
In Jonathan ero una piccola autrice in mezzo a tanti nomi più importanti del mio e Rourke potrà darmi la possibilità di mettermi un pochino più in luce!
E se si può ambire a qualcosa, perchè non farlo?
^___-


@ Il Capitano:

Ma ciao Gioia!
Ma certo che mi sono divertita al vs stand!
E io disegni andavano via come il pane!
*.*
Sono soddisfazioni!
Era una vera oasi di pace, peccato per la vs posizione un po' isolata, ma devo dire che almeno non vi siete beccati tutta la terribile ressa di sabato.
O.o

Chiara avrebbe perso del tutto la voce in un pomeriggio!

Per quanto riguarda le scuole di fumetto, cari i miei due Capitani, ho già esposto il mio punto di vista, per cui non ci ritorno nuovamente sopra, per evitare discussioni in "loop"!
;-)


@ GiuliA:

Ciao Bambolina!
Speriamo allora la prossima volta d'essere più fortunate entrambe, no?
;-)
L'importante è sfogarsi ma non demordere!





Grazie di nuovo a tutti per la solidarietà!
^___^

lucifer ha detto...

Ciao,
volevo esprimere anch'io la mia solidarietà a te e comunque a tutti quelli che continuano a provare a lavorare in questo settore.

Io sono una che invece ha mollato gia da tempo.
Gli editori mi han sempre ignorata e comunque non ho mai avuto vere opportunità dalla scuola di comics che ho frequentato.
Ecco, le scuole.
Sono in grandi linee daccordo con il capitano, ma aggiungerei anche altro:
io l'ho frequentata agli albori, primi anni 90, con poca gente che lo prendeva come un corso per migliorarsi personalmente.
Infatti quasi tutti facevano altro: chi studiava all'università e chi lavorava.

Ecco appunto un "corso" che è diverso da "scuola", c'è differenza fra un diploma o una laurea e un attestato che non ha valore nemmeno a livello regionale.

Certo, dati i tempi che corrono, una laurea in architettura non ti fa automaticamente trovare lavoro come architetto, ma per favore non confondiamo!

Inoltre chi esce dalla scuola spesso fa comodo a editori che cercano manovalanza gratuita, con la scusa che sei un'esordiente non ti pagano. Come succede per gli stage.
E se ci son loro gratis, perchè cercare i professionisti che mi tocca pagare?

Abbozzo qui.
Scusate l'acido, ma sono anni ormai che son disoccupata e mi arrabatto.

E disegno solo per mio piacere.

love&peace
el :o)

il tao ha detto...

Se posso scrivere una cosa anche io, al secolo Salvatore Taormina, ( che come Editor stavo dall'altra parte per Cronaca di Topolinia e dove alla fine i più promettenti come qualità e serietà, sono stati già contattati per delle prove )Manuela è oggi una delle disegnatrici di punta di Cronaca di Topolinia, a febbraio venite a vedere il suo ultimo lavoro ( o dovremmo chiamarlo capolavoro ? ): " Farfalle " e vedrete a che livello si può classificare il talento di Manuela... Per la questione degli editor: Beh il sottoscritto si è anche arrabbiato parecchio con molti degli autori presenti allo stand, si vedeva che avevano la testa agli Editor internazionali, che per dirla tutta, scusatemi la frase scurrile, ma non li hanno proprio neanche..mi fermo qui, è meglio. E allora, chiudo con un pensiero, non era meglio che qualcuno pensasse a pubblicizzare meglio l'albo allo stand che andare in giro a in cerca di illusioni? Ovviamente questo non è diretto a Manuela, che allo stand ha fatto furore, ma a tanti altri, che non vorrò + nemmeno vedere in cartolina l'anno prossimo, ma è un pensiero preciso: chi ha la fortuna di essere pubblicato sia anche riconoscente e molto professionale, che di questi tempi tra gli autori di fumetti, il sottoscritto ne vede veramente pochi. tanto è vero che avevo invitato allo stand dei giovani autori e di questi molti dopo aver avuto il pass non si sono fatti quasi + vedere.. Conclusione. Io mi tengo stretto Manuela, ma lei e molti altri forse devono tenersi stretti il Tao. Saluti a tutti.

Massimiliano Clemente ha detto...

Ciao a tutti.

Anche se brevemente, cerco di contribuire alla discussione con il mio punto di vista (che, sia chiaro, è personale e riguarda solo la casa editrice Tunué), sperando possa chiarire alcuni punti.

- Lo spazio editor di Lucca è importantissimo perché molti autori possono mettersi in luce, fare esperienza e avere una effettiva possibilità di pubblicazione. (È proprio dallo spazio lucchese che sono arrivati diversi autori della Tunué.)

- I materiali degli autori vengono consegnati agli editor nel momento in cui arrivano all'incontro. Prima venivano portati ai diretti interessati un'ora/mezz'ora prima, e già era difficile fare una prima cernita... Immaginate leggere e valutare in pochissimi minuti decine di progetti: impossibile. Ecco perché vengono chiamati solo pochi autori ai colloqui.

- Gli autori chiamati sono quelli che hanno lavori attinenti la linea editoriale. (Ci sono ancora troppi autori che non hanno chiaro questo punto fondamentale: è utile/necessario/fruttuoso presentare il proprio progetto solo a quelle case editrici veramente interessate a certe tematiche e a determinati stili grafico/narrativi.)

- Sono ancora troppo pochi gli autori che si presentano in modo professionale. È disarmante vedere fogli sfusi con tavole senza alcun tipo di dato biografico; oppure c.v. che da soli non servono a nulla; book con disegni vecchi...

- Nello spazio editor si cercano e valutano principalmente progetti.

- Per occasione simili, è meglio arrivare con un appuntamento già fissato in precedenza (mail, telefono).

Il mio consiglio è di non demonizzare questo tipo di eventi, di non caricarli di eccessive speranze e di viverli nel modo più intelligente possibile.

A presto
Massimiliano Clemente
Tunué. Editori dell'immaginario
www.tunue.com

Claudio Cerri ha detto...

Io ho già avuto modo tempo fa di parlare di scuole del fumetto e rimango sempre della solita idea.
Secondo me avevano senso 10/15 anni fa, quando internet non era ancora sviluppato anzi non esiteva e fungevano da collante tra diverse persone interessate a lavorare nel fumetto. La scuola al tempo permetteva di scambiarsi opinioni, conoscere artisti, insomma una fucina di idee e di pensieri. Ora tutto è diverso, con la buona volontà e internet, non c'e' bisogno di frequentare una scuola per conoscere persone e sentire pareri, avere una visione d'insieme dela scena fumettistica mondiale e via dicendo. Allo stato attuale secondo me (visto che si parla di scuole)conviene sempre studiare per qualcosa che ti puo' garantire di portare a casa da mangiare e ricavarsi il tempo in parallelo per dedicarsi al fumetto non demordendo e provandole tutte per cercare di emergere... Anche se qui in Italia mi sembrq alquanto remota la cosa..

CaRaffa ha detto...

Son passata a vedere il tuo blog dopo averti trovata tra le Pusciastova...beh, innanzi tutto ti faccio i miei complimenti per i tuoi lavori!!Poi, per quanto riguarda ciò che hai scritto...beh, mi è venuta una tristezza!!!!Ci credo che sei rimasta così delusa...pensa a me che non ho ne arte, ne parte e mi metto a fare comic strip che vengono ricieste ancor meno dei fumetti...ODDIO NON MI CI FAR PENSARE!!!!! Ma secondo te, se mi butto su un corso di grafica, faccio bene? ...Meglio non pensarci e continuare ad andare avanti, sei molto brava, son sicura che riusciarai a portare avanti molti altri progetti riguardo i tuoi fumetti!!!^_^

CaRaffa ha detto...

ops, manca un' "h" nella parola "richieste", ho fatto un errore di battitura...

Manuela Soriani ha detto...

@ Claudio e Massimiliano:

Grazie per essere passati a lasciare la vs opinione, ragazzi!
Volevo proprio che si parlasse dell'argomento da diversi punti di vista, e direi che l'obiettivo è stato raggiunto con successo.
Io non intendo giudicare, ma soltanto offrire uno spunto di conversazione, basandomi sulla mia esperienza lavorativa del periodo.

Massimiliano, ci hai dato modo di vedere la situazione dall'interno, e direi che ci serviva proprio un poca di chiarezza.
Ma la tua professionalità non è la professionalità di tutti, fidati (io, ad esempio, non mi sono presentata ad uno dei vs incontri, avendo già contatti diretti con la vs casa editrice, vedi il post successivo)...
^.^;;

Quanto a te, Claudio, è vero che è sempre più difficile emergere per gli esordienti. E per noi professioni è sempre più difficile mantenere un tenore di vita DIGNITOSO con i ns introiti.
Senza parlare del fatto che è sempre più difficile trovare lavoro per proseguire.
;__;

@ CaRaffa:
Ciao Bellissima!
^__^

Grazie per i complimenti (e la solidarietà!) che sono sempre graditissimi!
*.*
Per quanto riguarda il corso di grafica, io credo che se l'impegno (sia di denaro che di tempo) non è full time, è sempre una buona cosa!
La formazione non è assolutamente sbagliata, anzi!

Spero di non aver lasciato questo messaggio ai lettori perchè non è quello che intendevo, assolutamente!!!!
*.*

Fai pure il corso di grafica, soprattutto se lo ritieni fondamentale per aprirti nuove porte e possibilità.

Un bacio grande e buona fortuna!!!!

Anonimo ha detto...

@Tao

Quanto li paghi gli esordienti?

0,01 € a pagina?

Ci credo che poi con i fumetti non si campa!

Saluti, Antonio